Continuare una discussione forse mai iniziata

È Claudio d’Ettorre a riprendere il discorso sull’opera di Giorgio Cesarano. Lo fa con un saggio completo ed esauriente, leggibile su Il Covile (meriterebbe comunque un editore) grazie al lavoro di impaginazione di Stefano Borselli.

I problemi sollevati sono tantissimi e, a dispetto dell’apparente inattualità del suo pensiero (perché di pensiero si tratta e non di pubblicistica politica), tutti gravanti sul nostro presente.

Cerco di iniziare un percorso pubblico, per quanto lo consente un blog discontinuo come il mio, di discussione non tanto e non solo sulla vicenda umana e intellettuale di Giorgio Cesarano, ma anche su ciò che ha significato e comporta il suo oblio, la mancanza di riprese e di eredità manifeste in un panorama, quello filosofico italiano, lontano anni luce da qualsiasi tentativo di formulare un pensiero radicale. Dove qui per radicale si intende la pretesa, almeno, di occuparsi dei nodi ereditati dal Novecento senza tentare di scioglierli allo stesso modo.

Riccardo, il 14 Novembre 2004 alle 09:32 | Commenta (0)